Rinnovare il pavimento di casa non significa necessariamente demolire quello esistente. In molte situazioni è infatti possibile posare un pavimento nuovo sopra quello vecchio, riducendo tempi di cantiere, demolizioni, polvere e quantità di materiali da smaltire.
La cosiddetta posa in sovrapposizione è una soluzione sempre più utilizzata nelle ristrutturazioni, anche grazie alla disponibilità di rivestimenti con spessori contenuti e sistemi di posa evoluti.
Non è però una scorciatoia adatta a qualsiasi situazione. Prima di procedere è indispensabile verificare le condizioni della pavimentazione esistente e valutare diversi aspetti tecnici.
Quando si può posare un pavimento sopra quello esistente
Il principio fondamentale è semplice: il vecchio pavimento diventa il supporto del nuovo e deve quindi possedere caratteristiche adeguate.
La superficie esistente deve essere stabile, ben ancorata, pulita, asciutta e sufficientemente planare. Piastrelle che si muovono, elementi distaccati, crepe importanti o problemi di umidità devono essere individuati e risolti prima della nuova posa.
Nel caso di pavimenti ceramici, ad esempio, è possibile realizzare una posa in sovrapposizione quando le vecchie piastrelle sono solidamente aderenti al sottofondo e la superficie viene correttamente preparata.
La valutazione preliminare del supporto è quindi una fase essenziale: sovrapporre un nuovo rivestimento a una pavimentazione instabile significherebbe trasferire sul nuovo pavimento i problemi già presenti.
Quali pavimenti possono essere posati in sovrapposizione
Le possibilità dipendono sia dal pavimento esistente sia dal nuovo materiale scelto.
Gres porcellanato, parquet prefinito, laminato e diversi pavimenti SPC possono, in determinate condizioni, essere installati sopra una pavimentazione già presente.
La tecnica utilizzata varia però in base al prodotto. Alcuni rivestimenti vengono incollati, mentre altri possono essere installati con posa flottante, senza adesione permanente al supporto.
Proprio la disponibilità di pavimenti relativamente sottili permette oggi di contenere l'aumento della quota complessiva, rendendo la sovrapposizione praticabile in molti interventi di ristrutturazione.
Il vecchio pavimento deve essere controllato attentamente
Prima della posa occorre verificare diversi elementi.
Il primo è la stabilità: eventuali piastrelle distaccate o mobili devono essere rimosse e le zone interessate ripristinate.
Anche la planarità è fondamentale. Avvallamenti e dislivelli possono compromettere il risultato finale, soprattutto nel caso di pavimenti flottanti con sistemi ad incastro.
È inoltre necessario controllare la presenza di umidità e capire se esistono fenomeni di risalita o infiltrazioni. Coprire il pavimento senza risolvere il problema non significa eliminarlo: l'umidità potrebbe continuare ad agire negli strati sottostanti e provocare successivi deterioramenti.
Attenzione all'aumento delle quote
Uno degli aspetti più importanti della posa sopra un pavimento esistente riguarda l'aumento dell'altezza del piano di calpestio.
Anche pochi millimetri possono interferire con diversi elementi dell'abitazione.
Prima di procedere è quindi opportuno verificare l'apertura delle porte interne, l'altezza della porta d'ingresso, le soglie tra gli ambienti, i battiscopa, eventuali mobili realizzati su misura e gli altri elementi collegati alla pavimentazione.
Una posa ben progettata deve evitare gradini o raccordi poco funzionali tra locali differenti.
Meno demolizioni e meno rifiuti di cantiere
Quando tecnicamente possibile, mantenere il vecchio pavimento può offrire anche un vantaggio dal punto di vista ambientale.
Demolire una pavimentazione significa generare macerie, movimentare materiali, utilizzare energia per la rimozione e il trasporto e successivamente realizzare o ripristinare gli strati necessari alla nuova posa.
La sovrapposizione può evitare una parte di queste operazioni e contribuire quindi a ridurre la quantità di rifiuti prodotti durante la ristrutturazione.
Questo principio è coerente con un approccio più circolare all'edilizia: prima di demolire e sostituire completamente un elemento, è opportuno valutare se ciò che già esiste possa essere mantenuto e integrato nel nuovo intervento.
Tempi di cantiere più contenuti
Eliminare la fase di demolizione può rendere l'intervento meno invasivo.
Si riducono normalmente polvere, rumore, movimentazione delle macerie e alcune lavorazioni necessarie per ricostruire il supporto.
Questo può essere particolarmente interessante nelle abitazioni già occupate, nei negozi o negli uffici, dove limitare la durata e l'impatto del cantiere rappresenta un vantaggio concreto.
La rapidità non deve però andare a discapito della preparazione: anche una posa in sovrapposizione richiede verifiche, eventuali riparazioni, pulizia e preparazione del fondo.
Quando invece è meglio demolire
Posare un pavimento nuovo sopra quello vecchio non è sempre la scelta migliore.
La demolizione può diventare necessaria se il rivestimento esistente è diffusamente distaccato, se il sottofondo presenta problemi importanti, se sono presenti fenomeni di umidità che richiedono interventi sugli strati inferiori oppure se l'aumento delle quote non è compatibile con porte, soglie e altri elementi dell'edificio.
Può inoltre essere opportuno rimuovere il vecchio pavimento quando bisogna intervenire sugli impianti o realizzare una nuova stratigrafia con specifiche caratteristiche termiche o acustiche.
La scelta deve quindi essere sempre tecnica e non semplicemente economica.
Una soluzione sostenibile solo se progettata correttamente
Evitare una demolizione può certamente contribuire a rendere una ristrutturazione meno invasiva e a ridurre la produzione di rifiuti.
Ma la sostenibilità non consiste semplicemente nel “non togliere il vecchio pavimento”.
Un intervento è realmente sostenibile quando il nuovo rivestimento viene installato su un supporto idoneo, utilizzando materiali compatibili e realizzando una posa destinata a durare nel tempo.
Un pavimento sovrapposto in modo improprio, che dopo pochi anni deve essere nuovamente rimosso, annullerebbe gran parte dei vantaggi iniziali.
Per questo, prima di decidere se posare il pavimento nuovo sopra quello vecchio, è fondamentale valutare attentamente il supporto, le quote disponibili, il tipo di rivestimento e le caratteristiche dell'ambiente.
Quando tutte queste condizioni sono favorevoli, evitare la demolizione può rappresentare una soluzione efficiente, meno invasiva e coerente con un approccio più green alla ristrutturazione.

