Quando si parla di pavimenti sostenibili, l’attenzione si concentra spesso sulla scelta del materiale: legno certificato, sughero, linoleum naturale, materiali riciclati o prodotti caratterizzati da basse emissioni. La sostenibilità di un pavimento, però, dipende anche dal modo in cui viene installato.
In questo contesto, la posa a secco dei pavimenti può rappresentare una soluzione interessante, soprattutto negli interventi di ristrutturazione nei quali si desidera ridurre demolizioni, materiali di consumo e lavorazioni invasive.
Ma cosa significa esattamente posa a secco e perché può essere considerata, in determinate condizioni, una scelta più green?
Cos'è la posa a secco dei pavimenti
Con l'espressione posa a secco si indicano generalmente quei sistemi di installazione che permettono di posare il rivestimento senza fissarlo permanentemente al sottofondo mediante colle, malte o altri leganti.
Uno degli esempi più comuni è la posa flottante, utilizzata per diverse tipologie di parquet prefiniti, laminati e pavimenti SPC. Le doghe vengono collegate tra loro attraverso sistemi di incastro e appoggiate su un sottofondo adeguatamente preparato, spesso con l'interposizione di un materassino specifico.
Esistono naturalmente differenti sistemi di posa e non tutti i pavimenti possono essere installati a secco. La scelta deve essere effettuata considerando le caratteristiche del prodotto, del supporto, dell'ambiente e le indicazioni del produttore.
Meno colle e materiali accessori
Uno dei primi aspetti che può rendere interessante la posa a secco in ottica ambientale è la possibilità di ridurre l'utilizzo di adesivi e altri prodotti chimici necessari per fissare il rivestimento.
Questo non significa automaticamente che un pavimento flottante sia sempre più ecologico rispetto a uno incollato. La valutazione della sostenibilità deve tenere conto dell'intero ciclo di vita del sistema.
Quando tecnicamente appropriata, però, una posa senza incollaggio può ridurre il numero di materiali coinvolti nell'installazione e semplificare le successive operazioni di rimozione.
Anche la qualità dell'aria indoor può entrare nella valutazione: quando vengono utilizzati collanti, primer o altri prodotti, è opportuno verificare le relative caratteristiche emissive e scegliere soluzioni adatte agli ambienti interni.
Un pavimento più facile da rimuovere e sostituire
Uno degli aspetti più interessanti della posa a secco dei pavimenti riguarda la reversibilità dell'intervento.
Un pavimento incollato al supporto può richiedere lavorazioni più invasive al momento della sostituzione. Un sistema flottante correttamente progettato può invece essere smontato con maggiore facilità.
Questo principio è particolarmente importante nell'ottica dell'economia circolare applicata all'edilizia: progettare elementi che possano essere separati e rimossi più facilmente può favorire il recupero dei materiali e ridurre gli interventi distruttivi.
Naturalmente, la possibilità effettiva di riutilizzare le doghe dipende dal prodotto, dal tipo di incastro, dalle condizioni del pavimento e dalle modalità con cui viene effettuato lo smontaggio.
Meno demolizioni nelle ristrutturazioni
La posa a secco può essere particolarmente interessante quando si interviene su un pavimento esistente.
Se il supporto presenta caratteristiche adeguate di planarità, stabilità e compattezza, alcuni pavimenti possono essere posati direttamente sopra il rivestimento precedente, evitando la demolizione completa.
Questo può significare meno materiale da rimuovere, meno macerie da trasportare e conferire e un cantiere generalmente meno invasivo.
La possibilità di sovrapporre il nuovo pavimento deve tuttavia essere valutata da un professionista. Occorre considerare l'aumento delle quote, l'apertura delle porte, i raccordi con gli altri ambienti, eventuali problemi di umidità e la compatibilità del supporto con il sistema scelto.
Sostenibilità significa anche durata
Un sistema di posa è realmente sostenibile soltanto se permette al pavimento di durare nel tempo.
Una posa a secco eseguita su un sottofondo irregolare o non adeguatamente preparato può provocare movimenti, rumori, aperture tra le doghe e danneggiamenti degli incastri.
Il vantaggio ambientale derivante dalla riduzione di colle o demolizioni perderebbe gran parte del proprio significato se il pavimento dovesse essere sostituito prematuramente.
Per questo la preparazione del fondo rimane fondamentale. Prima della posa devono essere verificate planarità, umidità, solidità del supporto e condizioni previste dal produttore del rivestimento.
Posa a secco ed economia circolare
Uno dei principi dell'edilizia circolare è progettare edifici ed elementi costruttivi pensando non soltanto alla loro installazione, ma anche alla futura manutenzione, sostituzione e rimozione.
La Commissione europea, attraverso il framework Level(s) per la sostenibilità degli edifici, dedica specifica attenzione proprio alla capacità di recuperare, riutilizzare e riciclare elementi e materiali e alla progettazione orientata alla futura decostruzione.
In questa prospettiva, sistemi costruttivi maggiormente reversibili possono rappresentare un elemento utile nella transizione verso un'edilizia che utilizzi le risorse in maniera più efficiente.
Una posa green parte sempre dal progetto
La posa a secco dei pavimenti può quindi offrire diversi vantaggi: riduzione dell'impiego di adesivi, maggiore reversibilità, possibilità di limitare alcune demolizioni e maggiore facilità di intervento sul rivestimento.
Non deve però essere considerata automaticamente la soluzione più sostenibile in ogni situazione.
Materiale, sottofondo, destinazione d'uso, durata prevista, possibilità di manutenzione e fine vita devono essere valutati insieme.
La vera posa green nasce proprio da questo approccio: non scegliere semplicemente un prodotto definito “ecologico”, ma progettare l'intero sistema pavimento affinché utilizzi correttamente le risorse, duri il più possibile e possa essere gestito in maniera razionale anche quando arriverà il momento di sostituirlo.

